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La comunicazione non violenta per superare l’insoddisfazione

da Giu 12, 2020Focusing - Risorse0 commenti

La comunicazione non violenta per superare l’insoddisfazione

La comunicazione non violenta è uno strumento che ti insegna ad esprimere in modo efficace emozioni e bisogni. In questo senso aiuta a superare l’insoddisfazione e a costruire relazioni collaborative, basate sull’empatia, piuttosto che sul giudizio e il senso di colpa.

Nel mio precedente articolo sull’insoddisfazione vi ho parlato di come sia possibile superare la propria insoddisfazione, imparando a prendersi cura dei propri bisogni attraverso una tecnica di base del Focusing.

In questo articolo vorrei fornirvi uno strumento per comunicare agli altri quello che avete scoperto di voi stessi attraverso l’ascolto profondo del Focusing, in modo da costruire intorno a voi un clima familiare, lavorativo, affettivo più sereno.

IL LINGUAGGIO IMPERSONALE VERSO LINGUAGGIO DEI BISOGNI.

Il linguaggio è una delle competenze con la quale sin da bambini entriamo in relazione con il prossimo e con i valori culturali del nostro ambiente. Siamo abituati ad un linguaggio generico, non focalizzato sulla comunicazione dei propri bisogni, delle proprie emozioni e sensazioni. 

E così impariamo a dire: 

 “Sei proprio pigro! Lasci sempre i tuoi giochi nel salone!”

Quando vorremmo comunicare:

“Ho bisogno di ordine per stare bene!”

Con la prima frase esprimiamo giudizio, aggressività, insoddisfazione.

La persona che riceve questo messaggio sarà più tentata di reagire, contrattaccare, allontanarsi, piuttosto che collaborare. 

Con la seconda frase affermiamo con chiarezza cosa vogliamo, e diamo istruzioni chiare al nostro interlocutore.

Abbiamo affermato di cosa abbiamo bisogno!

Ti è mai capitato di usare frasi come queste?

  • Non ce la faccio più a lavorare con lui, è un irresponsabile!
  • Mio marito mi fa impazzire perché lascia sempre tutto in disordine
  • La gente che arriva in ritardo mi fa arrabbiare
  • Mio figlio è un fannullone, pensa solo ai videogiochi.

Se ti è capitato vuol dire che hai vissuto momenti di frustrazione, rabbia perché i tuoi bisogni non hanno avuto una risposta!

Queste espressioni puntano di più sul giudizio e la colpevolizzazione, che sulla comunicazione di ciò che desideriamo per noi. 

  • Rabbia
  • Giudizio
  • Colpevolizzazione

Forse potresti riformularle in modo più efficace…

  • Faccio fatica a lavorare con il mio collega, per lavorare bene ho bisogno di…(elenco di azioni pratiche da comunicare al collega) 
  • Quando mio marito (fatto specifico) ad esempio lascia l’accappatoio bagnato sul letto, mi sento arrabbiata perché ho bisogno di ordine per rilassarmi.
  • Mi sento frustrata/ non rispettata ecc…quando arrivi in ritardo, ho bisogno di sentire che sono importante per te… ecc.
  • Quando mio figlio trascura la scuola per i videogiochi, mi preoccupo per il suo futuro. Ho bisogno di sapere che sta imparando cose utili per la sua vita. Vorrei proporgli di organizzarci il tempo nel seguente modo…(azioni pratiche) per essere soddisfatti entrambi.

Pulire il nostro linguaggio dal giudizio, dal senso di colpa, dall’aggressività verso il nostro prossimo ha il primo effetto di liberare noi stessi. Allora perché aspettare per stare meglio? Possiamo cominciare da subito questo nostro processo di trasformazione.

  • Bisogni
  • Azioni pratiche
  • Chiarezza

IL MODELLO DELLA COMUNICAZIONE NON VIOLENTA

Esprimere efficacemente i propri bisogni è solo uno dei quattro elementi che caratterizzano la comunicazione non violenta, sviluppata dallo psicologo Marshall Rosenberg, negli anni ’60. 

La Comunicazione non violenta è anche detta linguaggio Giraffa e si contrappone al linguaggio sciacallo: aggressivo, classificante, squalificante, rabbioso. 

Il modello della CNV si basa su 4 punti ai quali dovremmo prestare attenzione per comunicare efficacemente.

Ti spiegherò i 4 punti con un esempio. Partendo dalla frase:

 “Le cose che dice mia madre mi feriscono”

 

Proviamo a riformulare la frase secondo i 4 punti della comunicazione non violenta:

1. Osservare il fatto specifico. Cosa nella situazione che sto vivendo, influenza negativamente il mio benessere. Osserva senza giudicare, dedurre, generalizzare. 

Ad esempio:

 Quando mia madre dice  ….. (fatto specifico): “che non sto con i piedi per terra”, 

2. Sentimento. Porta l’attenzione sul sentimento che emerge dalla situazione. Come ti senti in relazione a quanto stai osservando?

Per proseguire il nostro esempio, 

“mi sento sfiduciata”

 3. Esprimi di cosa hai bisogno, i valori e i desideri che sono alla base del sentimento.

 Proseguiamo con il nostro esempio: 

“ho bisogno di essere sostenuta, incoraggiata in questo mio progetto…”

4. Richiedi azioni concrete che potrebbero arricchire la tua vita e migliorare la situazione.

 “Vorrei che mia madre riconoscesse il grande lavoro che sto facendo e mi desse fiducia!”

__________________________________________________________________________________

La frase iniziale del nostro esempio:

Le cose che dice mia madre mi feriscono”

Riformulata in modo empatico potrebbe essere:

“Quando mia madre mi dice che non sto con i piedi per terra, mi sento sfiduciata, ho bisogno di essere incoraggiata in questo mio progetto, vorrei che riconoscesse il grande lavoro che sto facendo e mi desse fiducia!”

__________________________________________________________________________________

Immaginate una discussione familiare, con quale delle due frasi avrete più possibilità di ottenere collaborazione? Quale esprime con maggior chiarezza cosa volete e vi aspettate dal prossimo?

Certo avrete bisogno di un po’ di tempo in più…ma sarete ripagati dai risultati.

Saper esprimere i propri bisogni è una competenza linguistica, ma ancor prima è la capacità di connettersi al proprio mondo interiore. Se noi per primi non attribuiamo valore ai nostri bisogni è statisticamente molto probabile che neppure gli altri lo faranno. 

"Quando qualcosa ci rende infelici, il corpo lo percepisce, mettendosi immediatamente in movimento per porvi rimedio. È un processo naturale che garantisce il mantenimento della vita. Qualunque cosa facciate osservate se agevola il vostro corpo. Connettetevi al corpo e lasciategli almeno 30" per rispondere. È un modo gentile di onorare la vita dentro di voi e di connettervi ai vostri bisogni più autentici. Questo è il primo passo del Focusing!"

Vi auguro di poter applicare proficuamente questo metodo. Soprattutto nel rapporto con i bambini offre prospettive meravigliose, perché permette di costruire un rapporto intenso  con il proprio bambino. Inoltre applicando il metodo, per il principio del modellamento, il bambino, osservando e ascoltando, imparerà ad applicarlo. Il seme che piantate oggi, porterà ad un adulto felice domani!

Se avete dubbi o volete approfondire, non esitate a contattarmi.  

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